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Un PO di storia

Le ridotte militari alle foci del Po di Goro

Alla vigilia di Natale del 1734 il capitano del forte sul Po di Goro, dopo aver avuto l'avallo del comandante del castello della Mesola, comandò ai propri soldati di dar fuco alla capanne costruite dai Veneziani, dirimpetto al loro forte e distanti un tiro di schioppo; oltre a questi furono date alle fiamme altre due capanne poste sulla spiaggia alla foce della Gnocca, due miglia entro il territorio veneto.

La reazione veneziana non si fece attendere: nel mese di gennaio 1735, diverse pattuglie di soldati veneti si accamparono sulla spiaggia, dove precedentemente erano state bruciate le capanne e quattro bergantini più due galeotte, con molta soldatesca armata, vigilavano dal mare. E sempre dal mare, dalle barche iniziarono a scaricare materiale per erigere una ridotta militare, difesa da una trincea, ad un tiro di spingarda dal forte ecclesiastico. Alla completa edificazione della ridotta, venne assegnato un presidio di oltre 100 soldati e sul finire del 1735, venne posto anche un corpo di guardia sulla sponda del fiume, per imporre ai natanti di approdare o di uscire per quella foce.

L'insediamento veneziano alla foce del Po di Goro non riuscì a contenere completamente i contrasti, anzi le azioni contro chi praticava la pesca o altre attività che si svolgevano prossime ai confini, andarono sempre più intensificandosi. Risultavano innumerevoli le denunce fatte da pescatori che durante lo svolgimento della loro attività, sia nelle acque del Po che in quelle di mare, furono costretti a fuggire sotto i colpi delle spingarde e dei moschetti pontifici e i malcapitati che venivano catturati erano condotti immediatamente alle prigioni di Ariano: avvicinarsi alle zone di confine era divenuto altamente pericoloso. Questa situazione si protrasse per alcuni anni, poi nell'agosto del 1743, Venezia decise di passare alla controffensiva, occupando con un'azione di forza, tutta la parte sinistra del Po di Goro, iniziando dalla zona dirimpetto alla torre di Goro, sino al mare, incendiando tutte le costruzioni degli ecclesiastici e impossessandosi della casa Trotti, dove vi installarono un loro avamposto militare. Edificò inoltre un terrapieno alto diversi piedi che si dipartiva dall'argine destro del Po di Donzella, nei pressi di casa Vendramini e che attraversando tutta la valle dell'Oca si congiungeva con l'argine sinistro del Po di Goro. Per rafforzare le proprie posizioni, Venezia, insediò un grosso appostamento, composto di nove capanne in tavole , capaci di ospitare un centinaio di soldati, difeso con un'alta trincea in terra battuta.

Con questa azione Venezia "tagliò fuori dallo Stato Pontificio sette miglia di terreno dietro il Po".





La Tenuta nel XVI secolo: forte militare Veneziano costruito nel 1735


Mappa con le ridotte militari costruite alle foci del Po di Goro dai ferraresi e dai veneziani - 1734



Riferimenti

Il testo di questa pagina proviene dal libro di Claudio Mancin "Il Delta del Po - Appunti di storia dal secolo XVI alla caduta della Repubblica di Venezia" un libro che consigliamo vivamente a tutti gli appassionati del Delta del PO, della sua storia e della sua cultura.





Eventi e manifestazioni



Mesola (RO),
dal 25 aprile al 1° maggio 2012:
22° FIERA DELL'ASPARAGO